Definizione
Per comprendere cosa sia la dislessia occorre cominciare dal termine:
la parola dislessia viene dal greco e significa 'difficoltà nella
capacità di leggere le parole". Termini simili, ma con diverso
significato, sono 'alessia', che comporta la perdita totale della
capacità di leggere o 'paralessia', quando la perdita di questa
capacità è solo parziale. Mentre l'alessia dipende da lesioni
localizzate nell'area cerebrale posteriore sinistra, la dislessia è
cosa completamente diversa, in quanto si tratta di una difficoltà
nell'apprendimento della lettura. La dislessia (detta anche 'legastenia')
è 'evolutiva' quando appare legata a fattori
maturazionali e 'specifica' quando la sua presenza non altera
le capacità generali di apprendimento (anche se, inevitabilmente,
provoca una diminuzione del rendimento scolastico).
Cause
Le cause della dislessia non sono ancora chiare e il dibattito fra
specialisti del settore è ancora aperto. Infatti, non tutti sono
concordi a ritenerla una malattia. In Francia la dislessia appare una
medicalizzazione eccessiva di problemi anzitutto pedagogici e
psicosociali. Negli USA e nei paesi scandinavi al contrario si tende a
pensare che essa sia determinata da una forte componente genetica
spesso trasmessa per via ereditaria (recentemente sono stati
identificati quattro geni associati alla dislessia) e che i fattori
pedagogici siano solo delle condizioni potenzialmente aggravanti. In
ogni caso, se in passato le manifestazioni della dislessia venivano
considerate espressioni di scarsa intelligenza, pigrizia, mancanza di
concentrazione, oggi tutto questo può andare sotto il nome di
'dislessia' e comporta quindi un'attenzione particolare, sia nella
cura del disturbo in sé, sia, più in generale, nel sostegno
psicologico che viene offerto al bambino dislessico, per superare il
suo problema.Sintomi
E' probabile che la dislessia sia già presente alla nascita e che i
suoi effetti possano durare tutta la vita (anche se sono possibili
straordinari recuperi). Le difficoltà di apprendimento causate dalla
dislessia si manifestano con inversioni di lettere ("la" anziché
"al"), scambio di lettere simmetriche ("p" anziché "q"), troncamenti
di simboli grafici, lentezza nella lettura e difficoltà con l'utilizzo
della memoria a breve termine. Alle evidenti difficoltà di lettura può
accompagnarsi un ritardo linguistico, una certa goffagine del
comportamento. Le persone dislessiche hanno un intelligenza normale ma
possono manifestare difficoltà, oltre che nella lettura, anche in
altre aree di apprendimento, quali la scrittura, la divisione di una
parola nei singoli fonemi, a volte nella matematica e nella scrittura
della musica. In altri settori possono invece dimostrare di avere un
livello intellettivo ottimo, buono, o 'normale'.
Conseguenze
I sintomi della dislessia portano numerose conseguenze:
- Difficoltà di lettura e di scrittura
- Difficoltà di comprensione
linguistica nella lettura
- Difficoltà di organizzazione
personale
- Difficoltà di memoria e
concentrazione
- Difficoltà di organizzare i pensieri
in modo chiaro
- Scarsa immagine di sé.
A causa di tutte queste difficoltà, le
persone dislessiche devono sviluppare metodi alternativi di
apprendimento e comportamento e per questo in genere diventano delle
persone creative, intuitive, con uno stile di pensiero e di
comportamento piuttosto anticonformista.
Dislessia e Timidezza
Le difficoltà di apprendimento in ambito scolastico determinano uno
scarso rendimento, che porta a catene di insuccessi prolungati, che
inevitabilmente compromettono l'immagine di sé e l'autostima del
soggetto. La mancanza di fiducia nelle proprie possibilità determina
quindi un disagio psicologico che può portare facilmente alla
timidezza, alla fobia sociale, alla depressione. Le sollecitazioni
provenienti dal mondo adulto possono far sentire il soggetto
dislessico ancora più incapace ed incompetente, ma soprattutto
colpevole di non applicarsi allo studio come si dovrebbe fare o,
peggio, come fanno gli altri. Il non sentirsi all'altezza delle
aspettative del mondo adulto, gli insuccessi scolastici, le difficoltà
relazionali, la scarsa autostima possono indurre il soggetto
dislessico ad un forte disimpegno scolastico, all'apatia,
all'isolamento sociale.
Diffusione.
Soffrono di dislessia circa il 10% dei soggetti; colpisce i maschi in
misura tre o quattro volte superiore di quanto colpisca soggetti di
sesso femminile.
Trattamento.
Non sempre gli insegnanti sono in grado o possono effettivamente
risolvere il problema dell'alunno dislessico attraverso metodi di
insegnamento convenzionali. La dislessia si cura con opportuni
interventi, individuali o di gruppo, anche attraverso l'utilizzo di
tecnologia informatica, ma è soprattutto importante intervenire nel
sostegno psicologico, in quanto nessun obiettivo didattico potrà
essere raggiunto se non vi è sufficiente stima di sé e motivazione al
successo del soggetto interessato.
Prevenzione.
Non è possibile prevenire la dislessia, ma riconoscerla al suo primo
manifestarsi può consentire un migliore recupero.
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