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IPERIDROSI E SIMPATECTOMIA
 

di Walter La Gatta

La sudorazione é un fenomeno fisiologico normalissimo del nostro organismo, attraverso il quale riusciamo a mantenere costante il livello della temperatura corporea.  Se non vi fosse la sudorazione, il corpo non potrebbe liberarsi di quantità eccessive di calore, prodotte da situazioni esterne (clima) o interne (febbre). Evaporando, la sudorazione consuma calore corporeo.
Quando la regolamentazione di questo meccanismo è disturbata si ha l’iperidrosi che, come dice la parola stessa, è causata da una eccessiva sudorazione, per cui la necessità fisiologica del sudare diventa un disturbo.

Le cause dell’iperidrosi sono ancora sconosciute, ma si sa che il disturbo viene trasmesso per via ereditaria. Uno studio americano (UCLA) infatti,studiando 49 pazienti con iperidrosi, ha potuto constatare come il 65% di loro era portatore di familiarità del disturbo. Gli studi sul DNA permetteranno in futuro di identificare i geni che causano il problema e sarà possibile mettere a punto dei farmaci ad hoc.
Si stima che il disturbo riguardi molte persone (tra l’1 e il 5% della popolazione), soprattutto per quello che riguarda la sudorazione palmare, più frequente dal momento che ben due terzi dei cinque milioni di ghiandole sudoripare presenti nel corpo sono localizzate nelle mani.
L’iperidrosi palmare consiste nell’
umidità delle palme delle mani, che può arrivare anche alla formazione di gocce. Se l’iperattività dei nervi che regolano la sudorazione crea disturbi anche a carico della microcircolazione, i vasi sanguigni si contraggono e le mani risultano fredde, anche se sudano.

L’iperidrosi può manifestarsi, oltre che nelle mani, anche nei piedi, nelle ascelle e nel viso. Anche queste forme di iperidrosi possono creare disagio, per la formazione di imbarazzanti aloni negli abiti; per non parlare del sudore al viso, che non passa facilmente inosservato. Responsabile del sistema della sudorazione è il sistema nervoso autonomo, attraverso il sistema simpatico, quello, per intenderci, che regola la risposta ‘attacca o fuggi’.

La sudorazione eccessiva comincia dopo la pubertà e può presentarsi, a diversi livelli, anche in età adulta, specialmente quando l’organismo è sotto stress. Un esempio? Gli esami, i colloqui di lavoro, i primi appuntamenti con la persona del cuore. L’ansia crea sudorazione e la sudorazione crea ansia. Il sintomo del sudore eccessivo è sicuramente fastidioso, perché spesso è incontrollabile ed è imbarazzante nelle situazioni sociali, come ad esempio quando si è alle prese con un discorso pubblico o si deve dare la mano in segno di saluto, esternando così il vissuto di uno stato ansioso che si vorrebbe tenere per sé.

Da un punto di vista fisico l’iperidrosi non è assolutamente allarmante, perché anche se può comportare un po’ di disidratazione, questa non raggiunge mai livelli pericolosi per l’organismo. Chi soffre di iperidrosi invece può arrivare a farsene un grosso problema psicologico, tale da imporre severe modificazioni e limiti alla propria vita professionale e sociale.

Come risolvere il problema?
La maggior parte degli anti-traspiranti non sono efficaci a risolvere il sintomo, anche se alcuni, venduti su prescrizione medica (spesso sono preparati galenici) sembrano funzionare. La sostanza più efficace sembra essere il cloruro di alluminio, che però può causare reazioni irritative della cute.
Questi preparati si applicano durante la notte sulla pelle asciutta e si tolgono con la doccia del mattino. Se il prodotto funziona, dopo due settimane di trattamento si dovrebbero vedere i primi effetti.

La ionoforesi invece, è una tecnica che consiste nell'applicare una corrente di bassa intensità tramite un generatore di corrente continua, alle palme o alle piante dei piedi, immersi in una soluzione elettrolitica. La corrente ottura i condotti delle ghiandole sudoripare per un certo periodo di tempo. Il trattamento deve essere ripetuto più volte alla settimana per circa 30 minuti. Questo metodo può essere considerato alternativo agli antitraspiranti. Non esistono farmaci specifici contro l’iperidrosi. La cura farmacologica consiste nell’utilizzo di sedativi che aiutano a ridurre lo stato ansioso e dunque, indirettamente, l’iperidrosi.  

La soluzione chirurgica del problema è iniziata circa 60 anni fa, ma a quei tempi richiedeva interventi piuttosto invasivi, a ‘cielo aperto’.  Negli ultimi dieci anni invece si è messo a punto l’approccio endoscopico, che consente al chirurgo  di operare addirittura in day hospital. L’intervento sul sistema simpatico consiste nella interruzione definitiva dei nervi e nodi nervosi (gangli) che trasmettono i segnali alle ghiandole sudoripare. I sistemi sono due: il nervo e/o i gangli vengono divisi e/o coagulati con l'elettrobisturi o il laser, oppure la neurocompressione o "clamping" : in questo caso la capacità del nervo di trasmettere segnali viene bloccata da una o più graffette ("clip") di titanio. Quest'ultima tecnica, pur essendo leggermente più complessa, ha il vantaggio della reversibilità nelle prime settimane postoperatorie. La tecnica endoscopica è generalmente sicura e porta alla cura definitiva del disturbo in quasi il 100% dei pazienti trattati, lasciando soltanto piccolissime cicatrici.

 L'intervento dura circa un'ora e viene eseguito in anestesia generale: viene introdotta una telecamera attraverso un piccolo taglio sotto le ascelle, nella cavità toracica ed il tronco del nervo simpatico viene diviso con un elettrobisturi o tranciato con una clip a livello del secondo, terzo o quarto ganglio. Il clipping é considerato migliore della elettrocoagulazione perché in caso di complicanze post-operatorie, come la sudorazione compensatoria massiccia, può essere rimosso. L' intervento da anche ottimi risultati in casi di iperidrosi combinata palmare e ascellare. (Nella zona ascellare un’altra soluzione può essere un intervento simile alla liposuzione, per eliminare alcune ghiandole sudoripare dalla zona ascellare; i risultati però non sembrano particolarmente soddisfacenti).

Per certi tipi di intervento come la ereutofobia, la clip sembra preferibile perché causa meno danno ai tessuti attorno al nervo e perciò riduce ancora di più il rischio di complicanze. Il paziente si sveglia senza tubi o drenaggio nel corpo e se ha dolori gli vengono somministrati degli antidolorifici. Dopo l'effetto della narcosi il paziente può mangiare, alzarsi ed eventualmente andare a casa. Poiché il nervo simpatico non è in relazione con le abilità manuali o le sensazioni tattili, la sua interruzione definitiva blocca solamente la sudorazione e non altro.

Le complicanze della terapia endoscopica sono la sindrome di Horner, che comporta una miosi (pupilla piccola)e ptosi della palpebra superiore: praticamente il look di una persona che si é appena svegliata. Il rimedio per questa complicanza è ricorrere ad una blefaroplastica. Un altro effetto collaterale é la iperidrosi gestatoria: i pazienti simpatectomizzati nel mangiare determinati cibi sudano nel viso. Dopo una simpatectomia, nell’ 1% dei casi può presentarsi una recidiva, immediata o dopo alcuni mesi dall’intervento.  Se la recidiva è immediata, la causa è dovuta ad un intervento non perfettamente riuscito, se è tardiva é dovuta alla ricrescita del nervo o alla attivazione di nuove vie nervose simpatiche. Più estesa é la simpatectomia, maggiori possono essere gli effetti collaterali, ma minore è il rischio di recidiva. Nell 80% dei pazienti operati però, la sudorazione bloccata a livello delle mani o delle ascelle aumenta a livello del dorso o delle cosce. Può accadere dunque di pentirsi dell’operazione, pensando che si stava meglio prima: se sono state applicate delle clips l’intervento è reversibile, anche se è necessario un altro intervento toracoscopico. Se il nervo é stato tagliato viene eseguito, sempre toracoscopicamente, un innesto nervoso, prelevando circa 4 cm di nervo surale a livello del piede (senza effetti collaterali) innestando, a livello del taglio prossimale e distale e tenendo in posizione tramite colla alla fibrina. Sicuramente la rimozione della clip presenta meno rischi e meno complicazioni rispetto all’innesto nervoso.

Le persone che presentano maggiori rischi di intervento non perfettamente riuscito o recidive sono i maschi adulti sopra i quaranta anni, gli obesi, o gli sportivi, con muscoli molto ben sviluppati. La scelta della localizzazione dove applicare la clip è fondamentale, dal momento che una clip applicata nella zona alta del nervo fa aumentare il rischio di sudorazione compensatoria, mentre una clip applicata nella zona bassa aumenta la possibilità di recidive. Ogni caso deve pertanto essere attentamente studiato e non esiste una simpatectomia generale applicabile a tutti.

Infine, un intervento nuovo per risolvere il problema dell’iperidrosi è quello dell’utilizzo  della tossina del batterio Clostridium botulinum,  in grado di bloccare la secrezione del sudore da parte della ghiandola sudoripara. Tale effetto viene determinato dalla inibizione del rilascio di un neurotrasmettitore, l'acetilcolina, dalle terminazioni nervose presinaptiche, con conseguente arresto dell'impulso nervoso responsabile della stimolazione della ghiandola sudoripara. La terapia consiste nella effettuazione di molteplici iniezioni subdermiche con minime quantità di tossina, in modo da coprire uniformemente la superficie interessata dall'eccessiva sudorazione. Questo intervento consente la soluzione del problema per un periodo di tempo variabile fra i cinque e gli otto mesi, dopo di che la sudorazione si ripresenta gradualmente per tornare alle quantità iniziali. E’ necessario dunque ripetere il trattamento una volta l’anno. Circa il 5-10% dei pazienti trattati con questo tipo di intervento non risponde alla terapia, che può essere ripetuta con dosaggi più elevati. Effetti collaterali non sembrano essercene se il trattamento è applicato alla zona ascellare (al viso è sconsigliabile, mentre alle mani e ai piedi è piuttosto doloroso), ma si tratta comunque di un trattamento particolarmente costoso. 

La psicoterapia può fare molto quando i problemi psicologici e di relazione dei pazienti sono la causa del disturbo e non la conseguenza. Sedare l’iperemotività attraverso una tecnica di rilassamento, migliorare l’autostima e le abilità sociali migliora sicuramente la gestione degli stati emotivi e di conseguenza riduce il fenomeno dell’iperidrosi. Se invece il disagio sociale deriva dal manifestarsi di questi sintomi e non ne è la causa, i risultati della psicoterapia non sono eccezionali, ma possono comunque aiutare il paziente ad imparare a convivere col sintomo, senza particolare disagio o stress.
 



 

 

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Ultimo aggiornamento sito: 30.06.2010
 



 

 

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